In 14 regioni su 20 cresce l’imprenditoria femminile, soprattutto, nei settori del turismo e dei servizi, tra cui al primo posto ci sono i servizi alla persona. Cosa significa oggi essere un’imprenditrice donna? Quali strumenti hanno a disposizione le donne che vogliono diventare imprenditrici?
Le imprenditrici donne: chi sono
In base all’indagine di Unioncamere, che si occupa di imprenditoria femminile dal 1999, le imprenditrici italiane hanno:
- meno di 40 anni
- un livello di istruzione alto e mediamente più elevato di quello degli uomini; il 20,8% ha una laurea
- una precedente esperienza lavorativa più qualificata come dipendente.
Raro il caso di donne che si avvicinano all’imprenditoria con un’esperienza imprenditoriale, o in proprio, alle spalle. Inoltre, solo un’attività imprenditoriale su 5 è guidata da una donna.
Come funziona l’imprenditoria femminile?
Le imprenditrici italiane preferiscono le società di capitali e rappresentano, oggi, oltre il 21% delle imprese femminili. Ci sono, poi, anche le società di persone e le imprese individuali.
Alcuni studi e ricerche internazionali rivelano che le startup fondate da donne hanno più probabilità di ricevere investimenti e che le donne sono più adatte a intercettare i bisogni del mercato e a sfruttarne le opportunità.
Francesca Corrado, ideatrice e Presidente di Scuola del Fallimento e Play Res, è un’imprenditrice italiana.
Intervistata da Just Knock – piattaforma di recruiting che trasforma annunci di lavoro in sfide – ha dato il suo consiglio per le donne che vogliono avviare un’impresa: rinunciare a qualcosa non significa fallire, non significa non aver niente o non valere nulla.
Cosa significa essere un’imprenditrice donna?
Una donna che vuole avviare, o portare avanti, un’impresa al femminile si trova ad affrontare diverse sfide:
- gli atteggiamenti sociali e culturali
- le minori competenze imprenditoriali
- la maggiore difficoltà nell’accesso al credito
- mancanza di finanziamenti o leggi
- possibilità di accedere a reti
- difficoltà di conciliare tempi familiari e tempi lavorativi.
Ci sono, però, anche opportunità come la possibilità di:
- entrare in reti formate da altre imprenditrici. La rete creata da UnionCamere ne è un esempio.
- scegliere di lavorare nell’ufficio di un Business Center come il nostro, Aries Workspace, dove incontrare altre imprenditrici e imprenditori e confrontarsi sulla creazione e gestione di un’impresa.
Far parte di una rete o inserirsi in un ambiente fisico frequentato da altre persone che fanno lo stesso lavoro è utile per: lo scambio di informazioni, trovare soluzioni nuove alle sfide, e migliorare le proprie competenze imprenditoriali.
Agevolazioni per l’imprenditoria femminile
Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2021 è stato previsto un fondo per promuovere e sostenere le imprenditrici, sia quelle che stanno avviando un’impresa sia quelle che ne hanno già una. Nel fondo sono previsti:
- contributi a fondo perduto per le donne, libere professioniste o che possiedono imprese individuali, e avviano un’attività; valido per le disoccupate di ogni età
- incentivi per il rafforzamento di imprese femminili esistenti da 36 mesi, o più, tramite un contributo a fondo perduto
- finanziamenti agevolati, o a tasso zero, per avviare o sostenere un’impresa
- investimenti a favore di startup e aziende guidate da donne, che operano in settori strategici nazionali
- sostegno tramite azioni di comunicazione e percorsi di assistenza tecnico-gestionale.
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