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Project Management per la gestione di progetti

Project Management per la gestione di progetti
PHOTO CREDIT: JURVETSON VIA FOTER.COM / CC BY

Lo scorso 27 settembre si è svolto il secondo appuntamento de “Il Salotto dell’Imprenditore” dedicato al tema del Project Management, un’arte antica che è tornata ad essere pratica sfidante, perché come tante altre discipline, il marketing ad esempio, ha dovuto vivere una sua metamorfosi per adattarsi a contesti sempre meno stabili e in continuo divenire.

Piero Tagliapietra, Digital Strategist e Project Manager (CSM® e ACP-PMI®), ogni giorno si trova ad affrontare progetti e risolvere problemi che fisiologicamente nascono in un contesto così mutevole. Piero ci ha raccontato la sua esperienza: cosa significa fare project management in un momento di cambiamento continuo, utile a garantire sia il buon funzionamento del team di lavoro sia la soddisfazione del committente, proprio mentre i requisiti emergono e cambiano sull’onda dell’innovazione.

L’idea di Piero è chiara:

Governare il cambiamento mentre accade, questa è la sfida di oggi.

Cos’è il Project Management?

Il Project Management, può essere visto come un percorso, fatto da diverse operazioni e compiti ottimizzati per raggiungere un obiettivo. Non può assolutamente essere inteso come un’operazione di routine, ma come l’insieme di processi volti a portare un risultato in modo efficace ed efficiente. Spesso, i team di progetto sono costituiti da persone provenienti da realtà molto diverse tra loro, ma che riescono insieme a creare sinergie e raggiungere risultati.

Per introdurci al Project Management, Piero Tagliapietra ha utilizzato un metodo pratico e semplice: ci ha consegnato un pacchettino con 6 pezzi di Lego e ci ha dato tre compiti da portare a termine.

  1. Costruire una papera, senza aver condiviso alcun esempio.
  2. Costruire qualsiasi cosa ci fosse venuto in mente.
  3. Costruire esattamente la papera mostrata in video.

Nel primo caso ognuno dei partecipanti ha creato una papera diversa; nel secondo caso abbiamo dato vita a animali e oggetti più disparati, mentre nell’ultimo caso abbiamo raggiunto l’obiettivo richiesto.

I tre casi mostrano tre modi diversi di affrontare un progetto. Nei primi due casi non ci è stato detto in modo preciso cosa fare, per cui ognuno di noi ha raggiunto un risultato diverso e a seconda delle proprie aspettative, proprio come potrebbe succedere in azienda non è detto che il risultato ottenuto sia lo stesso desiderato dal cliente. Nell’ultimo compito abbiamo raggiunto tutti lo stesso risultato, la papera così come è stata mostrata.

Nel Project Management non esiste un metodo applicabile a tutte le situazioni, i progetti non possono essere gestiti tutti seguendo la stessa metodologia. L’incertezza non ci da mai una soluzione corretta applicabile a livello generale. Bisogna riuscire a spostare il proprio punto di vista ed analizzare la situazione da più angolazioni per capire quale tipologia di Project Management è meglio utilizzare.

Cosa fa il Project Management?

Ogni progetto può essere diviso in varie fasi e il compito di chi si occupa di Project Management è quello di risolvere qualsiasi problema e di accompagnare il team a raggiungere l’obiettivo finale.

Il processo di Project Management viene diviso in 5 momenti:

Introduzione

Quando si inizia un progetto spesso ci si ritrova a fare delle stime. Tempo, difficoltà e momento della consegna. Nelle ore uomo la difficoltà è soggettiva, ecco perché non va bene. Se un progetto è di grandi dimensioni faccio fatica a stimarlo, per poterlo stimare bisogna dividerlo in piccoli pezzi. Come si fa a stimare? Per comparazione. Perché noi umani ragioniamo per comparazione. Separiamo il valore, la difficoltà e il tempo.

Pianificazione

E’ fondamentale creare una road map, un percorso da seguire. La pianificazione ci fa sapere quale direzione intraprendere e man mano che ci si avvicina all’obiettivo, possiamo decidere cosa fare. Ogni progetto deve essere coordinato e bisogna sapere qual è l’obiettivo dell’attività.

Esecuzione

Nell’esecuzione è importante creare uno spirito collaborativo tra chi gestisce il progetto ed il cliente. Le decisioni devono essere sempre frutto di un processo di approvazione, che può comportare anche delle fasi dove i dubbi prevalgono, ma la collaborazione e l’approfondimento gruppale deve sempre portare a superare pericolose supposizioni e dirimere concetti poco chiari.

Monitoraggio e controllo

E’ importante anche stimolare il lavoro del gruppo attraverso un monitoraggio indipendente che ne riesca a validare le fattezze. Il risultato raggiunto è accolto dal pubblico? Allora la vostra idea e il vostro progetto sono validi! Proseguite.

Conclusione

I progetti vanno affrontati con maggiore consapevolezza dell’interdipendenza che si instaura tra cliente, consulente e committente. Si tratta di un ecosistema che va presidiato attraverso metodi nuovi e il metodo agile vuole essere una risposta concreta a queste nuove esigenze emergenti, al fine di creare flusso continuo di lavoro capace di evitare gli sprechi e puntare alla perfezione.

Per portare a termine un progetto ci vuole:

Ordine, metodo e … rigore!


Mercoledì 11 ottobre si terrà il terzo appuntamento de “Il Salotto dell’Imprenditore” dedicato all’Email e Visual Marketing.

Prenota ora il tuo posto per partecipare a questo evento di formazione gratuito e ti ricordo che a fine serata vivremo insieme un momento conviviale.


Immagine di Simone Valer

Simone Valer

Responsabile presso Aries Workspace. Amo viaggiare, ballare e scalare le vette più alte in montagna. Tutti i giorni vivo l'ufficio e qui racconto la vita quotidiana di quasi 40 realtà aziendali che hanno scelto la comodità di avere un ufficio arredato per la propria attività.

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