Non c’è dubbio che negli ultimi anni il lavoro abbia attraversato una trasformazione molto profonda.
La pandemia ha accelerato un cambiamento che, in alcuni Stati del mondo, era già in corso, ovvero il passaggio da un’idea rigida di ufficio, quindi di presenza quotidiana nell’ambiente di lavoro con orari standard, a una concezione più flessibile, dove le persone possono essere più autonome, lavorare da altri luoghi e trasformare anche la propria operatività, basandola sulla responsabilità e sui risultati piuttosto che sulle ore di lavoro.
In Italia, quello che viene definito remote working, ovvero il lavoro da remoto, non era molto conosciuto prima della pandemia. O meglio, lo era in casi sporadici, soprattutto tra i freelancer, che erano già abituati a operare in vari luoghi, come uffici condivisi, postazioni flessibili o anche da casa.
Con la pandemia, però, tante persone si sono trovate a dover lavorare proprio da casa, e questo ha portato con sé alcune cose positive e altre meno.
Tra gli aspetti positivi c’è stata sicuramente una maggiore libertà nella gestione della giornata, meno tempo nel traffico e una riduzione del cosiddetto commuting, gli spostamenti casa-lavoro, che spesso fanno perdere molto tempo e sono anche costosi.
Allo stesso tempo, però, il lavoro da casa ha mostrato anche i suoi limiti.
Prima di tutto, l’ambiente domestico spesso non è adatto alla concentrazione e al lavoro. Il limite tra vita personale e vita lavorativa diventa molto labile e lavorare da soli può portare anche a una situazione di scarsa energia, scarsa motivazione, solitudine e poco senso di appartenenza.
Ci sono degli studi che confermano questa ambivalenza. Secondo Gallup, le persone che lavorano completamente da remoto possono sicuramente mostrare buoni livelli di coinvolgimento, ma riportano anche maggiori segnali di isolamento, stress e fatica. Quando è prolungato, il lavoro da remoto può essere associato alla solitudine e anche a difficoltà legate alla collaborazione.
Per questo, oggi il tema non è più soltanto quello di tornare in ufficio o di restare a casa, ma quello di trovare una via in cui si possa lavorare in modo più intelligente, più vicino alle esigenze delle persone e più sostenibile per le imprese.
Ed è qui che entra in scena il near working.
Cos’è il near working e perché se ne parla sempre di più
Cos’è il near working?
Letteralmente significa “lavorare vicino” ed è una modalità di lavoro che permette alle persone di svolgere la propria attività in spazi che siano più vicini a casa, senza dover raggiungere ogni giorno la sede aziendale principale.
Non è uno smart working da casa e non è neanche il classico lavoro ibrido, inteso come alternanza tra abitazione e ufficio aziendale.
Nel remote working, il lavoro può essere svolto da qualsiasi luogo e spesso viene fatto nella propria casa.
Nel lavoro ibrido, invece, la persona alterna delle giornate da remoto ad altre in cui deve recarsi nella sede aziendale.
Nel near working, invece, il lavoro si sposta in uno spazio professionale che può essere definito di prossimità, quindi un coworking, un ufficio flessibile, un business center, ovvero una postazione attrezzata che si trova vicino alla propria area di vita.
In sostanza, questo aiuta ad avvicinare l’ufficio alla persona, invece di portare la persona a dover raggiungere ogni giorno l’ufficio.
I dati sul lavoro da remoto e anche sul lavoro ibrido sono molto contrastanti. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, lo smart working è tornato a crescere nel 2025 e si è strutturato soprattutto nelle grandi imprese e nella Pubblica Amministrazione. Secondo JLL, invece, il lavoro ibrido ormai è una caratteristica permanente in molte organizzazioni, ma i lavoratori chiedono uffici migliori, più flessibili e più orientati al benessere.
È arrivato quindi il momento di ripensare l’ufficio.
I vantaggi concreti del near working per professionisti e imprese
Uno dei primi vantaggi concreti del near working per i professionisti e per le imprese è, semplicemente, che meno spostamenti portano più qualità della vita.
La riduzione del pendolarismo, soprattutto in periodi in cui le spese energetiche possono essere molto pesanti, è un beneficio immediato.
Per molte persone, il tragitto casa-lavoro rappresenta infatti una spesa non solo in termini economici, ma anche di tempo e di energia, soprattutto se bisogna guidare tante ore nel traffico oppure spostarsi per molto tempo per raggiungere la sede di lavoro.
Lavorare in uno spazio professionale vicino a casa permette di recuperare ore molto preziose, senza mai rinunciare alla separazione mentale che un vero ufficio può offrire.
Questo ha anche un impatto organizzativo, perché quando un lavoratore è meno affaticato dagli spostamenti casa-lavoro sta meglio e può vivere l’ufficio come uno spazio utile, mai come un obbligo.
Un altro vantaggio importante riguarda l’ambiente professionale che la casa non può offrire.
Certo, lavorare da casa può essere comodo, ma è sempre efficace?
Alcune abitazioni possono essere piccole, con spazi non adeguati, connessioni instabili, rumori, interruzioni, mancanza anche di postazioni ergonomiche e salutari.
E anche quando la casa è confortevole, può diventare complicato definire un confine chiaro tra tempo personale e tempo professionale, perché la tentazione di andare a svolgere dei compiti legati alla vita privata può essere molto alta.
Il near working risponde proprio a questa esigenza: il luogo è vicino a casa, ma è diverso da casa.
Questo significa che si entra mentalmente nel lavoro, si incontrano altre persone, si ricevono clienti, si fanno call, ci si concentra senza tutte quelle distrazioni domestiche che è naturale ci siano.
Un altro aspetto molto importante è quello dei costi prevedibili e delle zero incombenze operative.
Per imprese, professionisti e anche piccoli team, il near working ha un vantaggio economico molto importante, perché permette di accedere a spazi professionali senza però dover sostenere i costi di un ufficio tradizionale.
Sappiamo che affittare un ufficio classico richiede di affrontare contratti molto lunghi, utenze, pulizie, arredi, costi di manutenzione, connessioni, gestione degli spazi e costi accessori che talvolta sono difficili da prevedere.
Su tutto, oggi è difficile prevedere quelli che sono i costi energetici, che spesso sono legati anche all’altalenanza sociopolitica del mondo.
Il business center, invece, offre una soluzione molto semplice e pratica, perché si utilizza ciò che serve, quando serve, con costi chiari e servizi inclusi.
Questo permette alle aziende un’agilità incredibile e ai professionisti di presentarsi e lavorare in modo più strutturato.
Il Business Center Aries Workspace come risposta naturale al near working
Il Business Center Aries Workspace è la risposta concreta alle esigenze del near working.
Lo è perché mette insieme tre elementi che oggi sono fondamentali: la prossimità, la flessibilità e la professionalità.
Innanzitutto, chi lavora da remoto non sempre vuole restare a casa e chi opera in azienda non sempre ha bisogno di raggiungere ogni giorno la sede principale.
I freelancer o chi guida una impresa hanno bisogno di uno spazio professionale senza vincolarsi a contratti lunghi o a costi complessi.
Aries Workspace risponde proprio a queste esigenze perché offre soluzioni flessibili che permettono di scegliere lo spazio più adatto al proprio modo di lavorare: dalle scrivanie condivise agli uffici privati, fino ad ambienti pensati per riunioni e anche per avere privacy, quando ad esempio si deve telefonare o fare attività più riservate.
La forza del business center è la possibilità di avere un ufficio già pronto, curato e funzionale, senza doversi occupare di tutto ciò che sta dietro all’ufficio: quindi la gestione, i costi, la manutenzione, le utenze, l’organizzazione quotidiana e le pulizie.
In altre parole, il near working diventa un nuovo modo di vivere l’ufficio più vicino, più comodo, ma anche più semplice da impiegare.
Near working: domande frequenti
Ancora qualche dubbio sul near working? Di seguito si trovano le risposte alle domande più comuni, per comprendere meglio questa modalità di lavoro e scoprire se può essere la soluzione giusta per i professionisti e le aziende che cercano un nuovo modo di organizzare il proprio tempo e i propri spazi.
No, near working e smart working non sono la stessa cosa.
Lo smart working è un modello che si basa sull’autonomia, sulla flessibilità e sul rispetto dei tempi, dei luoghi e degli obiettivi.Il near working, invece, è focalizzato soprattutto sul “dove”, ovvero lavorare in uno spazio professionale vicino a casa.
Questo evita i lunghi spostamenti, ma senza dover lavorare necessariamente da casa propria.
Possiamo dire che il near working è una sorta di evoluzione dello smart working, perché ne mantiene la flessibilità, ma aggiunge un ambiente strutturato e adatto a svolgere il lavoro in modo concentrato e più produttivo
Sicuramente sì.
Il near working è adatto anche alle piccole imprese e ai freelancer perché permette di avere un ufficio professionale senza dover sostenere tutti i costi dell’ufficio tradizionale.
In più, permette di ricevere i clienti, di organizzare riunioni grazie agli spazi dedicati e di lavorare in modo più concentrato.
Tutto questo aiuta a separare in modo preciso la vita personale da quella professionale.
No.
Uno dei vantaggi principali di un business center come Aries Workspace è proprio la flessibilità.
Non ci si deve vincolare a lunghi contratti d’affitto e le soluzioni possono essere attivate e adattate nel tempo in base alle esigenze sia del professionista sia dell’azienda.
Nel caso di Aries Workspace è sufficiente un mese di preavviso, e questo lo rende una scelta molto interessante per chi vuole avere libertà organizzativa, prevedibilità dei costi e anche una gestione più rapida.



