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Intervista a Paolo Brancaccio, CEO di Posange

Nata nel 2020, in piena pandemia, Posange è oggi una realtà dinamica che opera nel settore dei pagamenti digitali fisici. Abbiamo incontrato Paolo Brancaccio, CEO e cofondatore, per farci raccontare la storia e la filosofia di un’azienda che ha scelto di nascere in un momento storico complesso, puntando tutto su innovazione, competenza e flessibilità.

Come nasce Posange, e cosa vi ha spinto ad avviare un progetto in un momento così difficile come quello del 2020?

Posange è nata proprio durante la pandemia, in un periodo in cui tutti si fermavano. In quel contesto abbiamo deciso di fare la “pazzia” di aprire un’attività nuova. Il nostro nome nasce dall’unione di due parole positive, positive e change, che rappresentano perfettamente il nostro messaggio: dare vita a un cambiamento positivo.

Abbiamo messo insieme le nostre competenze, maturate in oltre vent’anni nel mondo dei pagamenti digitali, per creare qualcosa di nuovo e metterci davvero in gioco. Dopo anni trascorsi in grandi aziende, dove i processi e le procedure sono fondamentali, volevamo portare quell’esperienza in una dimensione più snella, più “umana”, dove le persone potessero sentirsi parte di un progetto e lavorare con entusiasmo.

Fin dall’inizio abbiamo cercato di unire la professionalità e la struttura dei grandi gruppi con l’agilità e la rapidità decisionale di una startup. Oggi siamo una decina di persone, distribuite tra Milano, Trento e Roma, e coordiniamo un network di circa 50–60 collaboratori tra commerciali e tecnici. È una dimensione che ci consente di essere reattivi, ma anche di mantenere un rapporto diretto e di fiducia con i nostri clienti.

Il nostro settore, quello dei pagamenti digitali fisici (POS), è in continua evoluzione. Noi ci occupiamo sia di prodotto che di servizio: sviluppiamo software che vengono utilizzati da banche, società di buoni pasto e provider tecnologici. Il nostro obiettivo è stare accanto ai merchant, accompagnarli nella scelta delle soluzioni migliori e semplificare la loro quotidianità.

Molti esercenti, infatti, si trovano bombardati da offerte e tecnicismi difficili da comprendere. Noi ci proponiamo come un partner-consulente: li aiutiamo a capire, scegliere e utilizzare gli strumenti di pagamento più adatti. Possiamo anche contrattualizzare direttamente con il merchant e gestire i rapporti con le banche, in modo che lui debba pensare solo al proprio lavoro.

Come aiutate i vostri clienti a semplificare la gestione dei pagamenti?

Un esempio pratico: pensiamo a un ristorante con diversi terminali POS dietro al bancone. Il nostro lavoro consiste nel unificare tutto in un solo dispositivo in grado di accettare più sistemi di pagamento, liberando spazio e riducendo la complessità. È un modo per rendere la tecnologia funzionale e non un ostacolo.

Ci piace dire che siamo il punto di riferimento che semplifica i pagamenti elettronici. Seguiamo i nostri clienti dall’inizio alla fine, ci occupiamo dell’integrazione, del supporto e della consulenza. Lavoriamo molto anche con realtà della piccola e media distribuzione, con l’obiettivo di portare nei piccoli negozi strumenti e servizi che finora erano appannaggio della grande distribuzione.

Essere una realtà piccola ha i suoi pro e contro, certo, ma per noi ogni merchant che ci sceglie è una vittoria. Questo entusiasmo, unito alla cura per i processi e alla velocità d’azione, è ciò che fa davvero la differenza.

Qual è il vostro approccio all’innovazione in un mercato così competitivo?

Innovare per noi significa riuscire a coniugare la solidità dei processi con la flessibilità. È un equilibrio delicato: vogliamo rimanere una startup nella mentalità, con time-to-market veloci e un’organizzazione snella, ma investendo allo stesso tempo sulla sicurezza e sulla qualità.
Il mondo dei pagamenti elettronici richiede competenze verticali e aggiornamento continuo: per questo collaboriamo con consulenti specializzati e team dedicati a seguire da vicino l’evoluzione tecnologica e normativa del settore.

Posange è una sfida quotidiana. È il desiderio di innovare, di mantenere l’agilità di una startup pur avendo radici solide. È un luogo dove l’esperienza incontra la voglia di mettersi in gioco. E soprattutto, è una squadra che lavora con passione per rendere i pagamenti digitali sempre più semplici e accessibili per tutti.

Avete l’ufficio presso il nostro Business Center a Trento. Com’è stata la vostra esperienza qui?

All’inizio non conoscevamo l’esistenza di un servizio di questo tipo in città: pensavamo fosse una formula presente solo nelle  grandi metropoli. Invece, abbiamo scoperto un ambiente professionale, dinamico e accogliente, dove lavorano aziende diverse, ma con lo stesso spirito innovativo.

Fin dal primo giorno ci siamo trovati molto bene : le persone che gestiscono la struttura sono davvero competenti e disponibili. La formula “ufficio tutto incluso” per noi è stata una scelta vincente: dal punto di vista del budget, è rassicurante sapere di avere costi fissi senza sorprese. Questo ci consente di pianificare meglio e concentrarci sul nostro business.

L’ambiente è accogliente e ben organizzato, dove ogni dettaglio è pensato per facilitare il lavoro quotidiano. La presenza della reception e del servizio di portineria è un vero valore aggiunto: i clienti vengono accolti con professionalità e cortesia, e questo contribuisce a trasmettere un’immagine curata e affidabile della nostra azienda. Gli spazi comuni sono funzionali e piacevoli da vivere, e l’attenzione del personale rende l’esperienza lavorativa semplice e serena. Sono aspetti che, per chi lavora molto a contatto con le persone, fanno davvero la differenza.

Immagine di Filippo Orlando

Filippo Orlando

Mi chiamo Filippo, classe 1979. Sono il responsabile della comunicazione digitale presso Aries Workspace. Ho realizzato personalmente questo sito web e curo l'immagine del nostro business center attraverso i vari canali messi a disposizione dalla Rete. Nel tempo libero sono un appassionato di meteorologia: oltre ad aver fondato l'osservatorio amatoriale MeteoRovereto.it sono il Presidente dell'associazione "Meteo Trentino Alto Adige" e mi occupo di divulgazione scientifica collaborando con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e la Fondazione Demarchi, di Trento.

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